Cronaca di una manifestazione popolare 

di Giuseppe Capuano (Pubbl. il 16/06/2016)

DAL NOSTRO INVIATO

Parigi. 14 giugno 2016.  Oggi è stato dichiarato lo sciopero generale contro la Loi travail, ed è stata convocata per le 13.00 la manifestazione nazionale nella capitale. In mattinata ci rechiamo alla sede nazionale della CGT, dove abbiamo appuntamento con Anna, una funzionaria della sezione internazionale che abbiamo conosciuto il giorno prima. Mi presento: “Vengo dall’Italia, da Napoli, per documentare sul mio giornale la manifestazione”. Poche parole e decide di adottarmi. Anna mi fornisce tutte le informazioni necessarie, comprese quelle relative al percorso del corteo: da Place d’Italie a Les Invalides. Poi mi consegna una bottiglietta d’acqua per bagnarmi gli occhi in caso di lancio di lacrimogeni. Mi da inoltre adesivi della CGT da mettere su giubbino ed una borsa fotografica. Tra il serio ed il faceto mi suggerisce che potrebbero servirmi per evitare botte. Si temono scontri con la polizia da parte di facinorosi infiltrati. Arriviamo a Place d’Italie. E’ già gremita. Noto subito un nutrito e ben attrezzato servizio d’ordine. I segretari nazionali sono disposti dietro un grande striscione unitario. Jean-Claude Mailly di Force ouvrière  (FO), il terzo sindacato francese, Bernadette Groison, segretaria di FSU, e Philippe Martinez, segretario dal febbraio 2015 della CGT. Tante anche altre sigle, più o meno grandi. Il grande assente è il sindacato CFDT, il secondo di Francia, di orientamento socialista, che ha rotto l’unità sindacale dopo l’elezione di Hollande alla presidenza della Repubblica, dichiarando alla stampa che “la Loi travail corrisponde perfettamente alle nostre aspettative”. La piazza è stracolma e il flusso è continuo. Gente di tutte le età. Colpisce la gran quantità di giovani, alcuni giovanissimi. Conferenza stampa in piazza. Un servizio d’ordine rigidissimo fa passare prima i giornalisti televisivi nazionali, poi la stampa estera. I media indugiano sul volto rassicurante di Jean-Claude Mailly di FO, sobrio, con giacca di velluto, occhialini, sorriso quasi fisso e pacato. Philippe Martinez, della CGT, ha al contrario un viso corrucciato, incorniciato da straripanti baffoni. Denota la sua provenienza operaia. Si mescola subito alla folla. Dopo la conferenza stampa, il corteo avanza lentamente lungo il percorso. Colpisce che lo striscione dei segretari non stia davanti. Si cominciano a sentire scoppi e si vede il fumo dei lacrimogeni, Il vento è fortunatamente abbastanza forte da disperdere subito i gas. Siamo accolti nell’anello del servizio d’ordine disposto a difesa dei dirigenti e marciamo più o meno tranquilli. Ogni tanto sentiamo l’ordine di indossare i caschi, occhiali e mascherine. La polizia chiude tutte le vie laterali. Chiedo perché non siamo alla testa del corteo. Mi spiegano che l’ultima volta i gruppi più violenti si sono facilmente infiltrati e la polizia ha caricato indiscriminatamente. Oggi si è preferito ignorarli, e gli scontri ci sono ma a centinaia di metri più avanti, il che provoca il rallentamento della marcia. Fotografiamo Martinez, stavolta sorridente. Lo avviciniamo e scherziamo con lui. La descrivono come un burbero arrabbiato, ma io l’ho fotografata sorridente. “Sono cattivo solo con i padroni, non con i lavoratori” Scherza compiaciuto. È soddisfatto di come sta andando la manifestazione? “Moltissimo, è una grande giornata!”.  Pensa che questa battaglia si possa vincere? Martinez non ha dubbi: “Non si può andare così!”. A metà corteo incrociamo i portuali di Le Havre che marciano a rullo di tamburo. Ci avviciniamo. Impressionante la quantità di giovani operai. Tesi, fieri con i caschi di diversi colori avanzano decisi. Non c’è solo tensione, ma anche orgoglio e voglia di far festa. Passano tra gli applausi di tutti. Da un balcone una coppia si affaccia, lui ha una chitarra. Richiama l’attenzione degli operai e incomincia a suonare e cantare tra le risate di tutti. Oggi, a Parigi, abbiamo incontrato una Francia assai diversa da quella che di solito ci viene raccontata. Non facciamo i conti di quante persone ci sono. Di sicuro sono centinaia di migliaia. Seguendo le indicazioni di Anna, lasciamo il corteo prima della fine della manifestazione e lungo il percorso ci rendiamo conto di quanto siano stati violenti gli scontri. A terra una gran quantità di bossoli di lacrimogeni o di petardi, vetri rotti e dell’asfalto divelto. Risuonano ancora le sirene dei vigili del fuoco e delle ambulanze. In alto un elicottero della polizia staziona in direzione della piazza.

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