“Sono tutti figli miei” di Gaetano Placido (Pubbl. 12/06/2017

Un gruppo di cineasti argentini, diretti da Ricardo Soto Uribe, ha realizzato un docufilm “TOOS SON MIS HIJOS” sulla storia della madri di Plaza De Mayo: le donne che all’epoca del golpe sfidarono a viso aperto il regime, rivendicando la restituzione dei loro figli desaparasidos. Nel filmato, proiettato il 9 giugno scorso al Teatro Area Nord di Piscinola (Na) a cura del Gridas (Gruppo risveglio dal sonno), dell’Associazione Scuola di Pace e della Comunità cristiana di Base del Cassano, le immagini di repertorio della Buenos Aires del 1976 si alternano ad interviste di queste madri di famiglia che hanno vissuto negli anni una vera e propria trasfigurazione che le ha portate a maturare una forte coscienza civile, rendendole protagoniste di un movimento sociale, culturale e politico tra i più attivi e longevi al mondo. Si sono appropriate della piazza simbolo del potere argentino per reclamare giustizia per i 30 mila scomparsi. Ogni giovedì, a distanza di 40 anni, quelle di loro sopravvissute scendono in piazza, insieme a figlie e nipoti, per continuare la lotta dei propri cari uccisi ed intervenire nel dibattito politico argentino, latinoamericano e mondiale. Sì, perchè l’America latina, con i suoi 422 milioni di abitanti, è ancora oggi quel crogiuolo di popolazioni per secoli preda dello sfruttamento, della deportazione, della schiavitù e del saccheggio di risorse. Un continente dove gli omicidi politici sono ancora in corso e dove ogni settimana in media due persone sono uccise nel silenzio assordante dei media. Come l’attivista honduregna Berta Caceres nel 2016 o il messicano Isidro Baldenegro a inizio 2017, per aver preso posizioni a difesa dell’ambiente. Mentre le compagnie multinazionali vanno in cerca di nuove terre da sfruttare, sempre più persone pagano con la vita per essersi poste sulla loro strada. Va rimarcato che moltissime delle vittime sono indigeni amerindi, colpiti perchè si oppongono alla costruzione di impianti idroelettrici, allo sfruttamento minerario e al latifondo della coltivazione industriale. Il coraggioso lavoro di Ricardo Soto Uribe mette a nudo questa drammatica realtà che, come denunciano le madri di Plaza de Mayo, ci lascia sgomenti nel vedere quanto sia radicata negli occidentali la persuasione di essere estranei a tutto questo. Del resto, come ha sostenuto il giornalista Sergio Scaglione, “Siamo ancora convinti che tutto ciò che non succede in Europa non succede davvero”.

Commento di Saverio Castellone

Non mi meraviglio che ancora oggi, anno 2017, i popoli latino-americani vivono il dramma dell'ingiustizia sociale. Anzi, direi, specialmente oggi non mi meraviglia perché, anche se in quelle nazioni il sistema "democratico" ha sostituito quello delle dittature militari appoggiate dagli USA e dalla grande finanza, le popolazioni sono state tradite persino da quei movimenti di liberazione che volevano, così sostenevano, il riscatto dei poveri dell'America Latina. Alcuni di questi movimenti andando al potere sono stati travolti dalla corruzione e dal malaffare negli interessi delle multinazionali, non ultimo il movimento sandinista in Nicaragua, il governo Venezuelano, la sinistra brasiliana, ecc. E pensare che queste organizzazioni politiche erano appoggiate da Comunità di base, da sacerdoti e suore vicino alle diverse tesi di quelle teologie denominate "della liberazione". Tutto ciò non ha fatto altro che dare credito alle posizioni del clero conservatore secondo cui i teologi della liberazione più che seguire il Vangelo, sostenevano un'ideologia, quella marxista: una volta al potere i partiti e movimenti cui si ispirano non si curano del riscatto dei miseri, considerandoli PERSONE, come hanno dimostrato i cosiddetti Paesi socialisti! Io sostengo sempre che oggi ci vuole un movimento internazionale che raggruppi tutte le realtà mondiali per il riscatto dei poveri, ma con lo studio e con la lotta: creando una rete di esperti in vari settori per provare ad indirizzare i governi verso nuove politiche sociali ed economiche a misura umana che mettano al primo posto la persona, con l'appoggio delle lotte popolari. Eppure c'è un Papa latino-americano ma chi lo ascolta? Noi occidentali sappiamo dire solo "che belle parole ha pronunciato papa Francesco a favore dei poveri e contro le ingiustizie", ma, per noi, è solo teoria......