Sindacato e Università, un utile percorso di contaminazione di Giuseppe Capuano (Pubbl. 06/10/2017)

Il 2 ottobre a Napoli, al Circolo artistico politecnico di Piazza Trieste e Trento, è stato presentato il volume Salute, sanità, e diseguaglianze sociali, che raccoglie gli esiti di una ricerca, frutto di una scelta di contaminazione reciproca, come la definiscono i promotori, tra il movimento sindacale ed il mondo accademico. La FP CGIL della Campania ha finanziato due borse di studio per giovani laureandi e laureati con l’intento di “diffondere anche tra i giovani la conoscenza delle pubbliche amministrazioni, individuandone gli aspetti positivi, (…) e quelli negativi dovuti a fenomeni degenerativi(..)”. Sono parole del Segretario Generale Alfredo Garzi Cosentino. L’Università, dal canto suo, ha rilanciato il ruolo strategico della conoscenza che scaturisce dalla ricerca sul campo mentre la scelta dell’ambito d’indagine, il sistema sanitario campano, “Ha il merito di riportare al centro della discussione i tagli al settore pubblico ed  il senso stesso di funzione pubblica delle amministrazioni a cui la Costituzione affida il compito di perseguire l’interesse generale della Nazione”, come ha sottolineato la professoressa Enrica Amaturo, Direttrice del Dipartimento di Scienze sociali della Federico II.

Autorevole e stimolante  la presenza dei partecipanti alla tavola rotonda moderata dai due ricercatori vincitori della borsa di studio Gaia Baccaro e Giuseppe Gargiulo:  Il prof. Vittorio Alberti, Officiale della Santa Sede del Dicastero dello sviluppo umano integrale, il prof. Emmanuele Pavolini dell’Università di Macerata, Giuseppe Spadaro,  Segretario generale della CGIL Campania, Serena Sorrentino, Segretaria generale della FP-Nazionale, Raffaele Cantone, Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione. La discussione è stata introdotta dalla drammattica testimonianza di una lavoratrice del Centro sanitario accreditato “Plinio”, da tempo impegnata con altri colleghi in difesa dei livelli occupazionali e assistenziali. Gli interlocutori della tavola rotonda hanno offerto all’attenta e folta platea numerosi e originali spunti di riflessione. La professoressa Giustina Orientale Caputo, coordinatrice della ricerca, ha ripreso un concetto già espresso nella sua introduzione. “Una delle tante conclusioni cui questo lavoro sembra essere giunto è, ad esempio, che la sanità per la sua centralità è causa e conseguenza delle distorsioni e delle differenze storiche economiche e sociali. È l’Organizzazione mondiale per la sanità ad affermare che se un paese porta la sua spesa sanitaria al di sotto del 6,5% del Pil, la situazione è critica e la salute della gente è in pericolo. Eppure il governo italiano si è spinto ad abbassare la percentuale al 6.35 %”.  Ma quanta di questa spesa è realmente dedicata al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini? Inevitabile affrontare il tema spinoso della diffusione della corruzione nel sistema sanitario. Per il filosofo Vittorio Alberti, autore   insieme al cardinale Turkson del libro Corrosione, combattere la corruzione nella chiesa e nella società, con prefazione di papa Bergoglio:La corruzione rappresenta con efficacia la sua forza distruttiva del tessuto sociale e va letta nel contesto della più grande crisi culturale del nostro tempo”. Sull’adeguatezza degli strumenti per esaminare il fenomeno in tutta la sua portata è intervenuto Raffaele Cantone che ha richiamato la necessità di studiare i flussi economici messi in campo dal sistema degli appalti, laddove, cioè, sono allocate le risorse per il funzionamento del sistema sanitario. “E’ lì”, ad avviso di Cantone, “che si insinua la malversazione che provoca il malfunzionamento di servizi, prestazioni e forniture scadenti. Il fenomeno corruttivo diventa pervasivo tanto da indurre ad indagare anche sul sistema degli accreditamenti delle strutture private”. Il professor Pavolini si è soffermato su alcuni punti emersi dalla ricerca in modo particolare sulle disparità territoriali e sulla inadeguatezza dei finanziamenti stanziati per l’erogazione dei servizi sanitari. Concetto rilanciato da Serena Sorrentino: “Come rappresentanti del mondo del lavoro sappiamo bene che oggi la concorrenza tra pubblico e privato utilizza la tecnica del dumping. I privati offrono maggiori prestazioni applicando contratti di lavoro diversi da quelli del pubblico, utilizzando spesso il precariato, il lavoro sottopagato ed il ricatto occupazionale. Questo ovviamente non giustifica la difesa dello stato delle cose nel settore pubblico. Nella sanità pubblica”, ha aggiunto, “è necessario riattivare meccanismi di innovazione, tecnica e scientifica ma anche organizzativa. Da tempo, come FP CGIL siamo impegnati in questa battaglia, troppe volte inascoltati”.  E qui il richiamo alla grande assente, seppur invitata: la Politica nella sua veste istituzionale. Il sindaco di Napoli, De Magistris, ha inviato un messaggio di rigraziamento ai promotori della Kermesse, scusandosi per la sua assenza. Della Regione Campania nessuna traccia. A rimarcare la defiance è stato il Segretario regionale della CGIL Campania Giuseppe Spadaro. “Il nostro impegno sulle criticità della sanità è quotidiano per i tanti punti di crisi. Leggo dal lavoro dei nostri ricercatori che in Campania le strutture accreditate sono più di mille, in Lombardia poco più di duecento. Un dato che parla da solo. Per il peso che la spesa sanitaria ha in tutte le regioni italiane, intorno al 70%, la questione è centrale per tutti i governi regionali. In Campania ci troviamo di fronte a situazioni sconcertanti che lasciano basiti. Alla nostra richiesta di effettuare una verifica sistematica del sistema degli appalti nel settore sanitario, il Presidente De Luca ci ha risposto che i bandi prima di essere pubblicati, su richiesta del governo regionale, passano al vaglio della Guardia di Finanza. Cosa rispondere a questa che non può che essere interpretata come una vera e propria provocazione? Il sindacato scenderà in campo”, ha concluso, “perché la salute dei cittadini è per noi prioritaria e useremo tutta la nostra esperienza, la nostra capacità di mobilitare le persone, i lavoratori di tutti i settori produttivi per dare una svolta a questa insostenibile situazione”. A chiusura dei lavori, abbiamo lasciato la sala accompagnati dalle parole di speranza di Vittorio Alberti: “Un modo di reagire alla corruzione, al decadimento morale e culturale in atto è ritornare a riferirsi al bello, all’ammirazione di quanto l’ingegno, la dedizione umana riesce a realizzare.

Un progetto, quello promoso dalla Fp Cgil, che rappresenta un impegno a continuare uno studio, una comprensione approfondita dei fatti. In sostanza, a lottare per rimuovere le diseguaglianze e le grandi ingiustizie che mettono a serio rischio la stessa convivenza civile nel nostro Paese.