Voucher ed Appalti, la posta in gioco. di Gaetano Placido (Pubbl. 13/01/2017)

E’ partita la campagna referendaria promossa dalla Cgil. Due i SI della consulta (Voucher ed Appalti), un NO alla votazione sulla modifica dell’articolo 18 così come stabilito dal Job Act. Decisione molto contestata dal vertice sindacale di Via del Corso, che considera la partita tuttora aperta ed ha annunciato ricorso alla Corte Europea di Giustizia. E’ del tutto evidente che la bocciatura del quesito sull’art. 18 rappresenta un parziale vulnus per la Cgil che su di esso aveva puntato principalmente per smontare la riforma renziana del lavoro. Riforma che ha cambiato non poco i rapporti di forza tra la parte imprenditoriale e i lavoratori subordinati. Del resto gli stessi dati sull’occupazione, sfoggiati dai vari istituti statistici, hanno posto una grossa ipoteca sulla reale efficacia di una norma che non ha certo scalfito il trend negativo. L’occupazione non si combatte con le norme, tant’è che nel momento in cui sono mancati gli incentivi alle imprese le assunzioni sono vertiginosamente calate. Non c’è dubbio che sulla decisione della Consulta ha pesato non poco lo spettro di un anticipo delle elezioni legislative. Si ricordi la gaffe di Poletti che guardava alla chiusura anticipata della Legislatura come rimedio a una possibile nuova debacle referendaria. Per questo alla Cgil parlano di una decisione “politica” che non trova giustificazione in precedenti analoghi pronunciamenti. Insomma per il Governo in carica non sarebbe una boccata d’ossigeno. E’ stata, ancora una volta, la leader del maggiore Sindacato italiano ad agitare le acque. “Chiederemo tutti i giorni al Governo di fissare la data in cui si voterà per referendum su voucher e appalti”. Ha tuonato Susanna Camusso con piglio risoluto. E come darle torto! I cosiddetti buoni per pagare il lavoro saltuario, sono divenuti sempre più uno strumento “truffaldino” di sfruttamento che va profondamente modificato, se non azzerato, sostituendolo con una nuova normativa che restituisca trasparenza e garanzie di tutela. Al pari della normativa sugli Appalti. Ne consegue la necessità di avviare subito una grande campagna elettorale che porterà al voto 26 milioni di cittadini. Coloro che pensano, con il pronunciamento della Corte, di aver evitato l’asfaltamento del renzismo e dei suoi sodali rischiano di non aver messo in conto l’opinione della vastissima platea dell’elettorato giovanile, quella che ha già inesorabilmnete bocciato, nel recente referendum costituzionale, il precedente Governo. Perché, se è vero che l’art. 18 riguarda prevelentemente lavoratori più stabilmente “contrattualizzati”, voucher e appalti afferiscono a milioni di cittadini, specialmente nel nostro Mezzogiorno, sottoposti a condizioni di vita, morali e materiali, di insopportabile ed inaccettabile arretramento. Sarebbe dunque un grave errore sottovalutare l’effetto dirompente che con i due referendum si avrà sull’attuale establismment politico finanziario. Si profila un inverno davvero “caldo”,  a dispetto della rigidità meterologica di queste settimane.

Commento di Biagio Liccardo

Il mio parere sull'uso indebito del voucher è assolutamente condiviso con il vostro; però non bisogna dimenticare che l'uso per cui è nato risponde alle esigenze di tantissimi datori di lavoro sia privati, sia associazioni di persone es. i condomini, sia aziende, i quali per prestazioni lavorative una tantum o reiterate nel tempo ma pur sempre limitate ed occasionali, rispetto al meccanismo della storica quietanza occasionale, nell'uso del voucher rinvengono una tutela seppur minima in termini di prestazioni assistenziali ed infortunistiche...il che non è poco, rispetto al costo minimo molto più elevato di una assunzione anche parziale; trasformiamo quindi il voucher ed adottiamo un metodo di utilizzo preventivo e contingentato che non consenta più abusi; ma non lo aboliamo sugli appalti e le responsabilità solidali, ritengo che il regolamento può essere migliorato per le aziende ma non è assolutamente condivisibile per tutti i soggetti non iva...la cui responsabilità solidale permane per gli aspetti previdenziali.

Commento di Aldo Noviello

Sia la riforma dell'art. 18 che quella della scuola hanno evidenziato una pesante emarginazione del sindacato. Aspetto non trascurabile e che dice molte cose sulla deriva autoritaria che sta investendo la politica italiana. In una società democratica non si possono fare riforme strutturali senza il coinvolgimento delle parti sociali. Pertanto, la contestata riforma dell'art. 18 risente in modo evidente di questo modo di procedere. Quanto ai voucher se è vero che sono un aggiustamento a situazioni di lavoro precario, è altrettanto evidente che rispecchiano tutta la problematicità di un'economia stagnante e che la riforma del 18 non ha sortito stravolgimenti occupazionali in positivo. In totale condivisione di quanto riportato.