La Politica è cosa seria di Achille Aveta (Pubbl. 26/03/2019) 

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L’ordinamento della Repubblica italiana (Fonte: Wikipedia)

Non giova a una buona Politica la spinta a rovesciare vecchi equilibri partitici alla ricerca di soluzioni radicali al malessere diffuso, se l’attuale compagine governativa non riesce ad esprimere in modo evidente una classe dirigente di esperienza, capace, per esempio, di scrollarsi di dosso l’insofferenza cronica della politica alla magistratura, come argomenta Elio Mottola nel suo articolo “Politica versus Giustizia”.

Se, da una parte, Salvini ha il problema di distinguersi da Berlusconi, dall’altra, Di Maio deve dimostrare in modo convincente che, per usare le parole di Roberto Fico, «il M5S è una comunità. I cittadini elaborano il programma che i portavoce attueranno nelle istituzioni e al governo». A proposito di questa definizione, in tempi non sospetti (la Repubblica dell’11 dicembre 2016) Sergio Pollina si chiedeva: «Chi sarebbero i “cittadini”, tutti gli elettori o solo i 5S selezionati con i “meetup”? Come fanno a “elaborare” un programma? Sono tutti competenti in economia, sanità, trasporti, ordine pubblico, scuola, sì da poter proporre “programmi” validi ai “portavoce”? E come faranno i portavoce a dar conto del fatto che hanno recepito le istanze dei “cittadini” e le hanno trasformate in programmi di governo?» Domande che sottintendono contraddizioni e confusione e sono un evidente segnale di quanta distanza ci sia da una Politica intesa come ragionevole e mediata ricerca di una soluzione ai problemi generali.

Un monito all’esercizio di una seria e responsabile Politica è venuto dagli studenti e adolescenti partecipanti al “Global strike for future”, oggetto dell’articolo “Catastrofismi e profezie” di Concetta Russo. Fin quando potranno restare inascoltati gli appelli alla riparazione dei guasti ambientali e idrogeologici dei cori “il futuro del pianeta è affare di tutti”? Ascoltare studenti che chiedono di ripensare un sistema si sviluppo malato, fondato sull’arricchimento di pochi a discapito della salute di molti è una lezione di Politica alta, eticamente orientata, che pensa a quale pianeta, quale clima e che qualità della vita si ha l’obbligo di affidare alle future generazioni. Lunga vita a questi manifestanti che si sono dimostrati più lungimiranti ed altruisti di tanti politici. Al loro entusiasmo affidiamo la speranza di vincere l’indifferenza, il vero male morale di quest’epoca, di cui parla Sergio Pollina nell’articolo “Siamo veramente liberi di scegliere?”.

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