L’Europa che verrà di Achille Aveta (Pubbl. 08/04/2019) 

A poco più di un mese dalle consultazioni europee, fissate per l’Italia al 26 maggio prossimo, il nostro impegno è volto a rendere ai lettori il miglior servizio possibile sul tema, affinché si contrasti quella politica che preferisce cittadini disinformati, resi rancorosi da semplificazioni della realtà, che assumono la forma di veri e propri attacchi alla democrazia. E cominciamo con due argomenti  controversi:

- il problema euro sì – euro no, trattato da Elio Mottola nell’articolo “Traditi dall’euro?”;

- la vicenda drammaticamente attuale della condizione dei migranti, di cui si occupa Lorenzo Paolo Di Chiara in “Il muro mediterraneo”.

Ciascuno di noi dovrebbe porsi l’obiettivo di arrivare informato al prossimo appuntamento elettorale europeo e i liberi convincimenti si basano su una pluralità d’informazioni, che si tratti di quelle che condividiamo o di quelle che mal digeriamo. Solo così si può battere la tendenza a “ritirarsi sull’Aventino” dell’astensionismo. Come vale sempre la pena destinare tenacia e passione a nobili cause (volontariato, filantropia, promozione culturale e artistica), così è giusto dare il proprio contributo esprimendo un voto meditato, anche se talvolta sofferto. Pensare all’Europa e alle istituzioni comunitarie come qualcosa di così distante da noi da non meritare attenzione e impegno è una forma di autolesionismo che non possiamo permetterci, soprattutto perché si sta affermando un modello di società non più solidale, congelata dalla paura e da un eccesso di difesa.

Va da sé, comunque, che questo giornale, come ben sanno i nostri più affezionati lettori, non tratta solo economia e politica, lo dimostra lo spazio sistematicamente dedicato ai racconti di Giovanni Renella, allo spettacolo, alla musica; oggi tocca alla poesia con l’articolo “Viva la poesia!” di Concetta Russo.

Buona lettura.

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