Lavorare per un mondo migliore di Giuseppe Capuano (Pubbl. 23/07/2018)

Il Porto di Napoli è stato per più di cento anni uno dei pochi luoghi autorizzati all’imbarco degli emigranti italiani, circa 11 milioni, che si sono poi dispersi nel mondo alla ricerca di un lavoro, di un futuro possibile negato loro in patria. Un luogo evocativo perfetto per ospitare il forum del 19 luglio scorso voluto dal sindaco di Napoli e dalla sua giunta.  Terra#apriteiporti, giornata di confronto e condivisione sul tema della gestione dei flussi migratori, dell’accoglienza e della convivenza, una giornata pensata all’indomani della presa di posizione dell’Amministrazione napoletana contro la chiusura dei porti per impedire l’attracco della nave Aquarius con 464 persone a bordo. Napoli, poi Palermo e Livorno, hanno reso subito disponibili all’accoglienza i loro porti. La vicenda ha segnato una svolta importante non solo nella politica italiana che con la sua presa di posizione ha fatto emergere un sentire latente del Paese. Di questo ne sono consapevoli le tante organizzazioni del terzo settore, le organizzazioni non governative (quel pezzo di società civile che opera in mare per salvare vite come ha definito la sua organizzazione Veronica Alfonsi, coordinatrice italiana di Open Arms), le amministrazioni comunali piccole e grandi impegnate nel gestire l’accoglienza nei loro territori e tanti altri operatori del settore. La lunga e intensa giornata è stata l’occasione per intraprendere un percorso di riflessione comune, di critica e di autocritica concrete partendo dalle esperienze fatte in tanti anni.  Il forum si è articolato in gruppi di lavoro, e nel pomeriggio sono stati ben quattro gli incontri pubblici organizzati per aree tematiche con i rappresentanti delle ONG, con intellettuali e giornalisti, con la CGIL rappresentata dal segretario confederale Landini, con le organizzazioni del volontariato. Il tutto si è poi concluso con l’intervento del Sindaco de Magistris, orgoglioso per come fosse andata la giornata. Un incontro di lavoro per sostenere e aiutare a trovare soluzioni chi oggi si trova impegnato nell’accoglienza, persone e organizzazioni assediate e criminalizzate dalla politica di governo che sconsideratamente, fomentando la paura, cerca solo consensi elettorali. Landini, intervenuto in uno dei tavoli di discussione al fianco del Sindaco, si è più volte soffermato su un aspetto. “Io non credo che dalla sera alla mattina gli italiani si siano trasformati in un popolo razzista. Il vero problema è che mai prima di oggi il mondo del lavoro era stato attraversato da un così lancinante, divisivo processo competitivo. Se un lavoratore prova a opporsi a condizioni capestro sa che ce ne sono tanti pronti ad accettarle, compresi i migranti. È allora facile fomentare la paura da parte di agitatori senza scrupoli. Salvini, si sta mostrando abile comunicatore ma anche un grande imbroglione. Attacca i migranti al grido di prima gli italiani e poi, agli italiani, ai lavoratori stranieri regolarizzati, sta imponendo la ricomparsa dei voucher in agricoltura e nel turismo. Il lavoro nei campi per la raccolta o nel settore turistico non sono attività occasionali ma attività periodiche regolate da precisi contratti sul lavoro stagionale. Semmai è quella da Ministro che può essere considerata una attività occasionale: allora è lui che andrebbe pagato con i voucher non migliaia di lavoratori.” Elly Schlein, parlamentare europea di “Possibile”, affronta con evidente amarezza una questione cruciale: “Dopo mesi di lunghe e snervanti trattative siamo riusciti a far approvare dal Parlamento Europeo, con l’ampia maggioranza dei due terzi, la modifica del famigerato, ormai vecchio di vent’anni, Regolamento di Dublino. Le modifiche hanno riguardato proprio l’assurda clausola che impone al paese che per primo accoglie e al migrante che arriva, l’obbligo di gestire “in proprio” e solo in quel paese tutta la complessa trafila fino al possibile riconoscimento di rifugiato. Questo grande risultato rischia di essere seppellito dall’attività propagandistica di Salvini e, non caso, ad oggi, nessun organismo europeo è giunto ad approvare le modifiche apportate dal Parlamento. Siamo in una vera e propria emergenza democratica”. Anche quando hanno parlato i big, compreso il sindaco, subito assediati da fotografi e giornalisti, il forum non ha mai perso il suo carattere pacato, di riunione di lavoro. Le commissioni hanno lavorato e anche molto, producendo documenti, affrontando nel concreto i problemi dei migranti e con i migranti. Si sono affrontati i punti critici del sistema dell’accoglienza basato sui Sprar, servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, gestito dai Comuni, e sui Cas, Centri di accoglienza straordinaria, affidati a privati scelti dalle prefetture attraverso bandi pubblici o chiamata diretta. Si è denunciata l’improvvisazione organizzativa, la poca professionalità, di molti gestori di questi servizi, che magari vincono i bandi pubblici solo dimostrando la possibilità economica di anticipare le spese ma poi non posseggono le conoscenze necessarie per operare in un settore assai complesso dalle mille implicazioni, interrelazioni. Le tante denunce e segnalazioni che sono partite molte volte dalle stesse organizzazioni del volontariato hanno mostrato quanto il sistema utilizzato sia ancora troppo permeabile all’infiltrazione di gruppi di lestofanti, mafiosi e non, attenti solo a intercettare i flussi di denaro pubblico. Le proposte sono tante, ma tutte pongono la questione della trasparenza, del coinvolgimento delle organizzazioni autonome del volontariato, dei cittadini ospiti, dei residenti nei territori e le persone richiedenti asilo provenienti da tanti luoghi diversi. Valorizzare la solidarietà per innescare un circolo virtuoso e favorire la costruzione di un tessuto sociale e urbano fondato sulla qualità di un territorio capace di far star bene anche chi accoglie è questo che è emerso con forza. Da Riace passando dai piccoli comuni del beneventano, con la bella storia di Cautano e della sua gente che ha deciso di accogliere nelle proprie case i migranti che la Prefettura aveva deciso di spostare in un altro comune, a quella di Procida con il suo sindaco, Raimondo Ambrosino, presente attivamente ai lavori, fino a Chiusano d’Asti con il sindaco Marisa Varvello e la sua rete di comuni uniti per condividere e sostenersi nei progetti d’accoglienza. Esempi concreti di buona accoglienza. La presenza di migliaia di migranti ha, nei fatti, già trasformato il nostro Paese mettendolo di fronte a tutte le più grandi questioni di questa contemporaneità globale. Forse è proprio questo il maggior fastidio che provoca il propagandiamo leghista: imporre linguaggi e comportamenti vecchi, pieni di aggressività e di odio per nascondere i veri punti di crisi di un sistema nazionale ed europeo oltre che globale, che sta facendo della disuguaglianza il suo elemento caratterizzante. L’immigrazione, e le paure che induce, sta mostrando quanto diffusa e devastante sia la povertà, la disperazione nei nostri territori. “I diritti fondamentali dell’uomo vanno difesi sempre. Dall’azione politica non si può escludere strumentalmente la moralità e l’etica solo per raccattare voti”. Quasi urla il sindaco de Magistris.  Prima di lui Landini: “Oggi è necessario mettere in campo le migliori forze per costruire nuove alleanze, per far si che le persone non si sentano più sole, assediate nell’affrontare la propria condizione di precarietà. È inaccettabile che oggi tra i poveri ci siano anche tante, tantissime persone che il lavoro lo hanno, ma è talmente mal pagato, precario, discontinuo da rendere poveri. Questa crisi politica e culturale che stiamo attraversando ci serva per ritrovare nuove ragioni per ricominciare a lavorare per un possibile mondo migliore non contro ma con i nuovi fratelli dai mille colori e dalle mille lingue diverse”.

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