Il dottor Stanamore e il “Presidente” di G. C. (Pubbl. 12/02/2018)

Era il 1964 quando Stanley Kubrick sceneggiò e diresse lo straordinario film Il dottor Starnamore.

La follia nucleare sembrava allora incombente e la paura che il destino del pianeta potesse essere lasciato in mano ad un pazzo furioso non appariva del tutto campata in aria. Nel film il generale Jack D. Ripper, protagonista della vicenda, riesce a sganciare la bomba e il fotogramma che lo ritrae a cavallo del mostruoso ordigno in caduta sull’obiettivo è diventata un’immagine simbolo.Ma a quei tempi e nel racconto cinematografico c’erano “le forze buone” dell’esercito americano che lo assediano nella sua fortezza e cercano di impedirgli di compiere il folle gesto. Chi fa questo contro Stranatrump? Chi oggi si oppone politicamente a quello che non è più un ipotetico progetto ma un piano strategico del Presidente americano che non esclude la possibilità di utilizzare ordigni nucleari? Sulle pagine di zonagrigia.it abbiamo raccontato di come il progetto della sostituzione dell’arsenale nucleare con bombe strategiche a basso potenziale sia già in fase di avanzata realizzazione e coinvolga direttamente il nostro Paese con le basi di Ghedi e di Aviano. Quando la settimana scorsa Donald Trump ha pronunciato al Congresso il suo primo discorso sullo stato dell’Unione, ha ribadito la sua posizione al riguardo e reso ufficialmente chiaro il suo intento. La notizia è finalmente iniziata a circolare su tutti i media, salvo poi essere rapidamente dimenticata. Lo ribadiamo: non è questione sulla quale sia possibile continuare a tacere. Lo ricorderemo ogni volta che potremo: l’Italia non ha firmato l’accordo Onu su la non proliferazione delle armi nucleari. Non rendiamoci complici con il nostro silenzio di un crimine enorme. In migliaia in questi giorni ci chiedono il voto per essere eletti in Parlamento e alcuni sono fermamente convinti che andranno al Governo. A noi cittadini elettori non rimane che una sola possibile strada: chiedere ad ogni candidato di pronunciarsi senza se e senza ma sulla partecipazione dell’Italia alla follia nucleare.