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Il battito d’ali di una farfalla e le conseguenze del “caso” di Martina Pignataro (Pubbl. 03/09/2019)

Una mattina della primavera scorsa, uscendo di casa, ho visto una farfalla che si dibatteva perché impigliata in una ragnatela. Istintivamente l’ho liberata distruggendo inevitabilmente la tela del ragno.

Forte del mio bagaglio culturale, ho subito pensato che "il battito d'ali di una farfalla può provocare un uragano dall'altra parte del mondo" e mi sono allarmata, paventando un uragano di cui sarei stata artefice avendo influenzato "il corso delle cose”. Inoltre, mi sono interrogata se fosse stato giusto o meno sottrarre la farfalla al ragno che la aveva catturata, per quanto il ragno lo avevo risparmiato, sicché poteva tranquillamente ricomporre la sua tela.

Non mi è risultato che ci siano stati uragani e, ad ogni modo, non ci pensavo più in quella bella giornata primaverile. A tavola mio figlio mi ha comunicato, amareggiato, che il Meteo aveva previsto “neve”, mentre era una bellissima giornata di sole. Era primavera, eravamo in primavera.

Allora mi sono illuminata! Ho pensato che, magari, la farfalla del proverbio era sotto tortura, perciò dibatteva le ali e questo ha provocato la "rabbia" della natura contro l'uomo: l'uragano. La "mia" farfalla si dibatteva nella ragnatela: era prevista neve!

La neve piace ai ragazzi, mio figlio sperava che nevicasse, me lo diceva deluso ... però la neve tardiva (eravamo in primavera) è un flagello per l'agricoltura. Il gesto di liberarla ha reso il suo "battito" un battito di libertà: si è avuta una bellissima giornata di sole, primaverile! Consona alla stagione in cui eravamo.

Ho trovato, dunque, un'altra interpretazione e mi è venuto in mente un altro detto: “lo stolto guarda il dito, mentre il saggio indica la luna". Mi sono chiesta: vuoi vedere che per anni siamo stati “stolti” e ci siamo soffermati su quel "battito d'ali" mentre dovevamo guardare alla causa di quel battito d'ali?

In effetti, pur comprendendo la metafora, l’accoppiamento del soave battito d’ali di una farfalla alla furia distruttrice di un uragano, non mi ha mai convinta del tutto. Avrei fatto un paragone differente, usando magari “la morte di una farfalla”.

Da qui ho iniziato una serie di altre riflessioni che non sto qui a riportarvi, ma suggerisco a tutti, ogni tanto, di cambiare punto di vista per rivedere le proprie certezze e comprendere meglio le ragioni altrui.

Inoltre, una diversa prospettiva a volte mostra la “soluzione” ai problemi da cui non si riesce a uscire e ci fa rivalutare, ritrattare, ma anche confermare i nostri comportamenti e le “conseguenze” di ogni nostra azione.

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