IL DIRETTORE DI SCENA di Vincenzo La Camera (Pubbl. 07/11/2017)

Nel teatro di prosa professionistico il direttore di scena, in quanto organizzatore di tutto ciò che avviene nell’esecuzione diretta dello spettacolo, tecnicamente e artisticamente, secondo i dettami della regia, ha un ruolo fondamentale che può garantire enormi vantaggi anche nel teatro amatoriale. Detto anche direttore di palcoscenico, è colui al quale è demandato il compito di far funzionare la macchina dello spettacolo fino all’ultima replica. E’ responsabile dell’ordine e della disciplina, degli attori e dei tecnici. Deve pertanto avere grandi abilità organizzative, ottima conoscenza del ruolo di ogni persona coinvolta nello spettacolo e grande capacità di comunicare con loro. Suo compito è quello di seguire il lavoro del regista e dei suoi collaboratori in tutte le fasi, organizzando e controllando la realizzazione di tutto ciò che potrà servire per le prove e poi per le repliche in teatro. E’ quindi importante che il direttore di scena sia al corrente di tutti gli aspetti della produzione; egli dovrà pertanto partecipare al maggior numero di incontri preliminari, come, per esempio, quelli tra il regista e lo scenografo, il costumista, il truccatore, il datore luci. Essendo una figura di raccordo tra il regista e la compagnia, è a lui che gli attori e i tecnici devono segnalare problemi o impedimenti che possono determinare errori o intralci nell’andamento dello spettacolo. Gli attori, sia dal punto di vista disciplinare che da quello spettacolare, devono tener conto delle richieste del direttore di scena, rispettando il regolamento di palcoscenico, l’ordine del giorno, l’alternarsi delle entrate e delle uscite secondo le necessità di retropalco, l’utilizzazione dei camerini, la buona tenuta dei costumi e degli oggetti di scena. Il direttore terrà conto delle necessità degli attori e delle loro eventuali difficoltà, cercando di risolverle, ma è anche il rigido tutore di quella macchina cronometrica che dev’essere lo spettacolo. Quindi è suo preciso impegno regolare i movimenti di scena, tecnici, artistici, illuminotecnici e fonici, controllando di persona ogni cosa. Un suo essenziale strumento di lavoro è il libro di regia, nel quale, accanto al copione, egli annota ogni singolo elemento di tutto lo spettacolo. Può essere confezionato in diverse maniere. La più ordinaria prevede la predisposizione di un quaderno-cartella a fogli mobili, piuttosto grande, nel quale, sulle pagine di destra, figuri il testo teatrale e, su quelle di sinistra, siano riportate le note riguardanti le chiamate, i movimenti, i segnali, distribuite su tre colonne verticali per favorirne una lettura sinottica. Poi, inseriti nei punti giusti, i fogli riguardanti scenografie, arredamento e fabbisogno. In una colonna vanno indicati il nome dei personaggi e le chiamate degli attori e dei tecnici. Ci sono diverse chiamate all’inizio dello spettacolo: nella sua imminenza, il direttore di scena annuncia agli attori “la mezza” (35 minuti prima), “il quarto” (20 minuti prima), “i cinque minuti” (10 minuti prima), e il “chi è di scena” (5 minuti prima). Dopo di ciò, in accordo con il direttore del teatro e con il regista, il direttore di scena va sul palco e, un minuto prima che si apra il sipario, ordina il “fuori scena” a chi non è di scena e dà l’ultimo segnale agli attori che sono di prima scena: “Ai posti”, poi ordina di spegnere le luci di sala: “Luci in sala” e, infine, di alzare il sipario: “Su il sipario!”. Sul libro di regia devono inoltre risultare con chiarezza le chiamate successive di tutta la rappresentazione; durante lo spettacolo queste chiamate devono essere fatte cinque minuti prima che l’attore entri in scena o che i tecnici debbano entrare in azione. I movimenti e le azioni degli attori devono essere tutti annotati nel libro di regia. Quando il regista incomincia a mettere in scena uno spettacolo, il direttore deve segnare in un’altra colonna i movimenti dei singoli attori: le entrate e le uscite, gli spostamenti in scena, il sedersi e l’alzarsi, le posizioni, gli atteggiamenti, le azioni (queste annotazioni sono da seguire rigorosamente nei cosiddetti “obbligati”). E’ d’uso indicare queste note nel testo letterario con piccoli numeri di richiamo apposti accanto alla parola precisa sulla quale ci si deve muovere, atteggiarsi o agire; nell’apposita colonna, con lo stesso numero e una sintetica descrizione del movimento o dell’azione. Chi ne è capace, può anche fare dei piccoli schizzi delle posizioni e dei movimenti che riproducono la scena recitata; il disegno è certamente più immediato, specie quando deve descrivere la compresenza di un gruppo di persone. Le note o gli schizzi sono da eseguire a matita, per poterli cancellare nelle inevitabili modifiche successive. E’ ancora compito del direttore di scena trascrivere sul libro di regia le modifiche al testo (dialoghi e didascalie) operate durante le prove insieme agli attori e al regista. I segnali vanno indicati in una delle tre colonne del libro di regia. E’ sempre il direttore di scena a stabilire con precisione quando vanno dati i segnali agli attori e al personale tecnico, affinché i loro interventi siano tempestivi, né in anticipo né in ritardo. Si pensi, ad esempio, a quando deve udirsi lo sbattere di una porta, uno squillo di telefono, le voci fuori scena, l’avvio di una musica, l’inizio di un temporale, l’arrivo di un’automobile o il passaggio di un aereo, un colpo di pistola, il suono di una sirena... Rumori o cambi luce fuori tempo, entrate tardive o anticipate, interventi intempestivi, sipario azionato prima o dopo il dovuto, possono trasformare un dramma in farsa o viceversa. Alla pagina internet www.ilsoccoelamaschera.it/vademecum/08.html è scaricabile uno schema per impiantare il libro di regia. Fra gli strumenti di lavoro del direttore di scena non dovrebbero mancare una fotocamera digitale, per memorizzare le posizioni degli attori o altre situazioni sceniche, e un cronometro per l’esatta misurazione dei tempi. Un importante compito del direttore di scena discende dalla responsabilità delle prove e delle rappresentazioni. Per cominciare, il direttore riproduce sul pavimento della sala prove, con nastri adesivi di colori diversi, la pianta di ogni singola scena, indicando porte, finestre, spezzati, alcuni mobili essenziali... Durante la fase delle prove in piedi, una sua mansione sarà quella di allestire la scena secondo le indicazioni del regista. Farà trovare i costumi, gli oggetti di scena, l’attrezzeria, lì dove è stabilito che debbano trovarsi. E questo sarà suo compito anche durante tutte le repliche. Se necessario, durante le prove l’arredamento previsto potrà essere in parte o in tutto sostituito da oggetti e mobili simbolici, di facile reperibilità, comunque necessari perché gli attori possano allenarsi nello spazio drammatico reale. Tutto questo sarà possibile se il direttore di scena avrà letto e analizzato con attenzione il testo, e se avrà preparato l’elenco, da aggiornare ad ogni prova, degli oggetti indicati dal copione e/o voluti dal regista. Il direttore controlla personalmente lo stato di avanzamento delle scene e dei costumi e comunica a tutti coloro che devono partecipare alle prove date e orari, ottenendo la puntualità dei convocati. Sempre nella fase delle prove, deve organizzare e dirigere alcune prove tecniche specifiche, con e senza attori: la prova luci, quella degli effetti sonori, la prova di trucco, quella dei costumi, i cambi di scena... In occasione degli spettacoli, oltre a preparare il palcoscenico, il direttore dirige il montaggio delle scene e si accerta che tutti i settori, scene, costumi, luci e fonico, facciano precisamente il loro lavoro. E’ lui inoltre il responsabile della disciplina di attori e tecnici sul palco: silenzio dietro le quinte, camminare senza far rumore e assenza di estranei in palcoscenico. Tocca a lui accertarsi che costumi, parrucche e posticci siano disponibili nei camerini e che tutto ciò che serve ai cambi di scena sia pronto all’uso. Dall’apertura del sipario, il suo posto è dietro le quinte, a seguire e controllare che tutto proceda secondo copione. Inoltre, controlla che i vari interpreti siano dotati dei diversi oggetti che devono portare in scena. Il direttore cura altresì i segnali di inizio dello spettacolo: è sciocco iniziare se il pubblico sta ancora affluendo, ma è anche sgarbato far attendere la platea per pochi ritardatari. E’ cura del direttore, infine, l’apertura e la chiusura del sipario durante i ringraziamenti. “Sentendo” il respiro del pubblico, un bravo direttore è in grado di aumentare le chiamate in proscenio e di prolungare gli applausi. Insomma, ad ogni replica, il direttore di scena diventa il vero padrone dello spettacolo.