Camomilla a colazione   di Achille Aveta (Pubbl. 26/03/2019)

Venerdì 22 marzo, in una serata da tutto esaurito, al teatro “La Perla” di Agnano (NA), la Compagnia teatrale “I Comici di Talìa” ha presentato “Camomilla a colazione”, commedia in due atti di Umberto Castaldi. Si è trattato di un libero adattamento del testo originale, arricchito da rari ma pertinenti momenti musicali. Il successo di questo lavoro si deve al fatto che esso si colloca sulla scia dell’Albergo del libero scambio di Georges Feydeau e Maurice Desvallières e di ‘O tuono ‘e marzo di Vincenzo Scarpetta.

In estrema sintesi la commedia è la rappresentazione plastica di un luogo comune: nelle famiglie comandano sempre le donne! In una Positano degli anni Sessanta del secolo scorso si celebrano le nozze tra Evelina (Claudia Benvenuto) e Federico (Gianni La Camera), di ventinove anni più grande di lei. Tra intrecci ed equivoci il matrimonio si complica soprattutto per colpa della madre della sposa, Flaminia (Angela De Luce), donna cocciuta e tirannica, dotata di grande furbizia abilmente dissimulata secondo le circostanze e gli scopi da raggiungere, che s’industria in molti modi per piegare alla propria volontà il marito Fortunato (Romano Carretta) e il genero Federico, nonché la figlia Evelina. Accanto all’intransigente e dispotica donna Flaminia c’è la cognata Gisella Solimene (Patrizia De Simone), l'unica che riesca a tenerle testa, donna pratica e dalle idee chiare. Ben caratterizzato è pure Ferruccio (Ciro Esposito), un commerciante di baccalà dalla crassa ignoranza il cui pensiero dominante nella vita è il cibo, in particolare il baccalà, ex pretendente alla mano di Evelina. Donna Flaminia intende gestire la vita della figlia e del genero, che appare docile ai suoi voleri, ma con un piano ben preciso, quello di sottrarsi all’ingerenza della suocera. Intorno alla vita di questi personaggi si sviluppano storie che vedono coinvolti altri soggetti e che creano situazioni dalla dirompente vis comica: Loretta (Valentina Carretta), amica del cuore di Evelina e sua madre Dora Fontanella (Nicoletta Verdile); la cameriera Dorotea (Carmen Esposito); i coniugi Betulla (Maria Russo) e Filippo (Nestore Bellame) Bellamorte; la proprietaria della villa, Lou Lou Floriane (Imma Caputo); Don Lucio (Vincenzo Capodanno) e Suor Pompilia (Annamaria Esca). Insomma, dinanzi agli occhi dello spettatore divertito si materializzano, da una parte, una routine familiare in cui la rassegnazione la fa da padrone e, dall’altra, intrecci amorosi cui non è estraneo il tradimento.

In un ambiente ben presentato, con costumi adeguatamente scelti da Nicoletta Verdile ed un’accorta  scenografia curata da Massimo Malavolta, l’attenta regia di Gianni La Camera ha dato vita ad una rappresentazione esilarante, molto apprezzata dal numeroso pubblico presente con fragorose risate e applausi a scena aperta.

Il cast è apparso ben affiatato, anche se quasi la metà degli attori era costituita da esordienti; ogni interprete ha recitato con tempi comici veramente eccellenti: gestualità e toni vocali sempre misurati anche in chi rappresentava caratterizzazioni dai modi affettati per esigenze di copione. Evidentemente, Gianni La Camera ha sapientemente lavorato sul testo, adattandolo alle esigenze dei componenti della Compagnia, tenendo conto sia del carattere dei personaggi originali sia delle esperienze personali degli interpreti. Il tutto realizzato sotto la vigile guida di Paolo Taddei, direttore di scena.

In definitiva, questa commedia ha espresso tutti gli ingredienti necessari per far venir fuori la profonda indole della Compagnia dei “Comici di Talìa”, ovvero quella di far divertire il pubblico cercando di farlo riflettere sulle autentiche dinamiche della vita; infatti, la modernità di questa commedia risiede nel mettere a nudo la rottura della routine familiare, la facilità del tradimento e la spesso incombente rassegnazione matrimoniale.

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