Eventi teatrali: “Il Settimo si riposò” di Gaetano Placido (Pubbl. 18/03/2017)

Al Teatro La Perla di Napoli, giovedì 16 marzo, la Compagnia teatrale “I Comici di Talìa”, ha presentato “Il settimo si riposò” di Samy Fayad. Il drammaturgo di origine libanese, noto giornalista, autore teatrale e commediografo scomparso nel 1999. Nato a Parigi, Fayad  ha vissuto per anni in sud America per poi approdare in giovane età a Napoli. Qui ha trovato un ambiente congeniale ai suoi personaggi e commisurato alla sua sensibilità artistica. Non a caso “Il settimo si riposò” è stato rappresentato svariate volte sia in Italia che all’estero. La trama della commedia narra di un vedovo che vorrebbe trascorrere la domenica in silenzio, tanto da ribadire  il “non disturbare” anche sulle pareti della sua casa. Una di queste agognate domeniche si trasforma invece per Antonio Orefice in un increscioso incubo, perché in un’atmosfera tragicomica in cui non riesce a realizzare i suoi desideri di tranquillità (complice l’invidia per un suo vicino di casa che, al contrario, riesce ad ottenere tutti i possibili agi) egli è costretto ad “ospitare” finanche un bandito, implicando la suocera (padrona indiscussa della casa) e la sorella. Insomma dal “Settimo si riposò” trapelano tutti gli ingredienti utili a catturare l’attenzione dello spettatore in un processo ineluttabile di identificazione ed interazione con la propria quotidianità, a volte drammatica, persino brutale, perché alimentata da sentimenti quali l’odio e la gelosia, ma che è sempre possibile esorcizzare con quel pizzico di ironia propria dei partenopei. Da segnalare la sapiente regia di Gianni La Camera che solitamente predilige allestimenti dove l’equivoco, l’arte dell’arrangiarsi, le difficoltà del vivere quotidiano sono l’humus culturale delle nostre terre. Va riconosciuto inoltre a La Camera che in questa sua ennesima e brillante performance è riuscito, in un duro lavoro di mesi, ad impostare personaggi, molti al loro primo esordio teatrale,  all’altezza dell’arduo compito, con il risultato che tutti si sono mossi sulla scena con misura e preparazione in un gioco scenico caratterizzato da movimenti  mimici privi di sbilanciamenti e confusione, dando luogo ad una esilarante vis comica; in linea con la  migliore tradizione della commedia dell’arte. Oltre al regista e protagonista Gianni La Camera (Antonio Orefice), calorosi e ripetuti applausi da parte del numerosissimo pubblico a Patrizia De Simone (Gemma), Ciro Esposito (Gaetano Donnarumma), Antonella Marano (Intervistatrice), Claudia Benvenuto (Teresa), Giacomo Maisto (Filippo Capurro), Mimmo Cilento (Giosuè), Nestore Bellame (Carmelo Persico), Annamaria Esca (Signora Persico), Angela De Luce (Dottoressa Cozzolino), Gaetano Cristiano (Infermiere). Meritano una lodevole citazione anche Paolo Taddei (aiuto regista), Nicoletta Verdile (costumista) e Massimo Malavolta (scenografo). Sono previste repliche.