Canto malinconico di Elio Mottola (Pubbl. 11/09/2018)

Perché parlare del “Canto malinconico” di Vittorio Marsiglia? mi è parso utile prospettarne, anche a chi avesse già avuto occasione di conoscerlo, un approccio un po’ più profondo di quanto non meriti una canzoncina volgare. Il brano in sé è costituito da una sequenza di strofe in lingua italiana aulica. Dalla ripetizione metricamente modificata del primo verso di ciascuna strofa nasce un doppio senso. Alcuni sono pesanti quanto a volgarità e ammiccano prevalentemente alla parlata romanesca. Se il testo dovesse essere oggetto di una semplice lettura non potrebbe che risultare banale, salvo forse qualche guizzo nei doppi sensi più riusciti link. Un umorismo, insomma, che non esiterei a definire grossolano. Dov’è allora la bellezza che ne giustifica la riproposizione e che eleva, a mio giudizio, questo scurrile divertissement un gradino più in alto, fino a sfiorare (dal basso) la poesia? La bellezza è nell’interpretazione di Vittorio Marsiglia, che riesce a propinarci una valanga di volgarità a buon mercato riscattandola con una naturalezza, una misura, un’ironia ed una finezza purificatrici, complici l’ambientazione, una “cave” o una tavernetta,e un pubblico ristretto, amico, capace quindi di creare quel clima confidenziale che mette l’interprete completamente a suo agio. E così nasce un evento diverso da quelle che sono le pur memorabili macchiette napoletane rappresentate in scena ed incise su disco che fanno di Marsiglia, da oltre quarant’anni, l’erede universale del suo predecessore indiscusso, Nino Taranto. Rispetto al quale Marsiglia mostra però una sottigliezza umoristica che lo stesso Taranto non ha mai coltivato, avendo preferito la chiave della caricatura maramaldesca e magniloquente. Ecco perché sottopongo il “Canto malinconico” all’attenzione e, spero, al gradimento del lettore link, avvertendo che la versione dello stesso brano, data da Marsiglia in compagnia di Renzo Arbore, la cui presenza un po' invadente condiziona non poco l’ispirazione dell’interprete, non regge il confronto. Provare per credere link.

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