Qualcuno dovrebbe chiedere scusa a Pino di Gianni La Camera (Pubbl. 10/06/2018)

La professionalità è “la qualità di chi svolge il proprio lavoro con competenza, scrupolosità ed adeguata preparazione professionale”. Qualche giorno fa abbiamo assistito al tributo a Pino Daniele su RAI1 e lo spettacolo offerto è stato vergognoso. Non ce lo meritavamo. Ma perché tanti artisti sul palco senza nessun coordinamento? Chi era il direttore artistico? Parliamo prima della RAI: un impianto audio a dir poco deficitario. Microfoni che erano soggetti a continui sbalzi e mancanze. Telecamere che spesso non sapevano cosa inquadrare complice la totale assenza di un coordinamento dietro e sopra il palco. Cantanti che non sapevano quando e a volte perché uscire. Completa ignoranza di una “scaletta” degna di tale nome. E continuiamo a chiederci perché. Gli artisti (?) poi. Una “accozzaglia” di personaggi che spesso non sapevano niente del nostro Pino e forse mai conosciuto. Canzoni improvvisate che denotavano una imbarazzante impreparazione. Abbiamo sentito i capolavori del nostro amato cantautore stravolte, cantate malissimo e arrangiate peggio. Abbiamo sentito stonare e improvvisare troppi di loro. E ancora, perché? Forse la vetrina era appetibile e, se pure impreparati, valeva la pena fare un passaggio di fronte alle telecamere? Valeva la pena venire a Napoli per riempirci delle solite frasi a cui nessuno di noi crede più? Tutti a gridare “Grazie Napoli” e “Ciao Pino”. Ci è toccato anche qualcuno che ha tirato fuori la squadra del Napoli così, tanto per ricevere un applauso di cui non poteva altrimenti godere. Se pensiamo alle interpretazioni di Eros Ramazzotti, Giorgia, Claudio Baglioni, Gianna Nannini, Jovanotti, Biagio Antonacci, Alessandra Amoroso, Emma, Giuliano Sangiorgi, Francesco De Gregori e tanti altri ci verrebbe voglia di gridare allo scandalo. E al De Gregori nazionale, che pure abbiamo tanto amato, vorremmo rivolgere una domanda: come ti permetti di cantare a Napoli, allo stadio San Paolo, di fronte a 45mila napoletani, in diffusione nazionale, insieme a una signora (tua moglie?) che verrebbe fischiata anche a un Karaoke in un bar di provincia? E poi una “classica” napoletana? Vergogna! E Antonello Venditti che canta una canzone propria giustificando la cosa con un aneddoto a dir poco fantasioso. Cari amici, ci avete offeso. Vogliamo però salvare qualcuno che evidentemente ha rispettato fino in fondo Pino e i napoletani tutti. Fiorella Mannoia ci ha deliziato con la sua voce e con una interpretazione che finalmente non lasciava nulla al caso. Grazie Fiorella. E grazie anche all’attore Edoardo Leo che si è offerto con un monologo intelligente e interpretato con la giusta maestria. Anche lui deve aver pensato che la professionalità, in certe situazioni, non è un optional. Infine un abbraccio a un ragazzino 73enne che ancora ci delizia con il suo sound mediterraneo fatto di amore e passione: James Senese.

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