La più bella vittoria di Achille Aveta (Pubbl. 30/03/2017)

Lo scorso 28 marzo, in un’affollatissima Sala del Capitolo nel Complesso monumentale di san Domenico Maggiore, a Napoli, si è tenuto l’incontro di presentazione degli esiti di un progetto, realizzato con i fondi dell’8 per mille assegnati alla Chiesa Valdese per iniziative sociali e culturali. Partner del progetto: l’ “Associazione Claudio Miccoli per la diffusione di una cultura nonviolenta e ambientalista”, la “Scuola italiana di Comix” e la “Marotta&Cafiero editori”. Obiettivo: la realizzazione di un libro a fumetti  intitolato “La più bella vittoria”, 11 storie dedicate a personaggi non violenti del calibro di Tolstoj, Gandhi e Mandela, ma anche a Rosa Parks, la signora nera dell’Alabama che si rifiutò, in un autobus, di alzarsi per cedere il posto a un bianco; gesto che contribuì alla diffusione del movimento nonviolento per i diritti dei neri guidato da Martin Luther King. I racconti proposti nel libro narrano trame al cui centro troviamo la tensione di un interrogativo etico sul rifiuto della sopraffazione; come scrive Sergio Brancato: “gli eroi di queste pagine non lottano corpo a corpo, non aderiscono agli archetipi dell’epica del guerriero, sono donne e uomini che tentano un’altra via, che perseguono un’altra idea di giustizia”. Nella Prefazione, Alex Zanotelli ha commentato: “Penso che quello di cui hanno bisogno le nuove generazioni sia la proposta di figure significative, capaci di farle sognare un mondo un po’ più giusto, un po’ più vivibile. … Figure positive che, con la nonviolenza attiva, hanno ottenuto grandi risultati … Io penso che proporre figure come queste ai giovani sia estremamente significativo per aiutarli a capire che la vita è bella, quando la si spende per costruire un mondo più libero, più sicuro, più sereno, più fraterno”. L’utilizzo del genere graphic novel è sembrato un ottimo mezzo per attirare i giovani su tematiche legate all’ambientalismo e alla nonviolenza. Come ha affermato Michele Assante del Leccese, coordinatore delle sceneggiature del libro, si tratta di un’opera unica nel panorama fumettistico italiano. Attualmente il libro non è in vendita, ma verrà reso disponibile a docenti, educatori e operatori sociali che intendano farne uno strumento di lavoro.  Anche la scelta dell’editore non è stata casuale: “Marotta&Cafiero editori” è una casa editrice indipendente open access con sede a Scampia (Napoli), gestita totalmente da giovani del territorio ed ha prodotto il libro con carta riciclabile. Ma com’è nata l’idea di realizzare quest’intenso romanzo a fumetti? Livio Miccoli, fratello di Claudio, cui è intitolata l’associazione capofila nella realizzazione del progetto, ricorda: “Claudio fin da piccolo cercava di comunicare in molti modi. Scriveva e disegnava tantissimo … Una delle ultime storie a fumetti disegnate qualche mese prima di morire ci è particolarmente cara. Ma questa storia non è mai stata finita. Ci è venuta allora l’idea di darle un seguito, ci è venuta voglia di vederla  completata e di integrarla con altre narrazioni a fumetti ispirate a temi e personaggi che hanno lasciato un segno del loro impegno nella storia dell’ambientalismo e della nonviolenza”. Claudio Miccoli, ventenne napoletano pacifista e ambientalista (militava nel WWF, di cui era consigliere regionale), morì andando incontro, solo e disarmato, a un gruppetto di neofascisti armati di bastoni e di coltelli, i quali pochi minuti prima avevano aggredito un giovane in una pizzeria a piazza Sannazzaro a Napoli, la sera del 30 settembre 1978. Claudio non aveva intenzioni bellicose, cercava il dialogo, ma all’epoca chi portava barba e capelli lunghi – come Claudio -  veniva etichettato dai neofascisti come acerrimo nemico di sinistra, perciò si scatenò la furia assassina dei suoi interlocutori. Ai medici dell’ospedale “Cardarelli” Claudio raccontò, prima di entrare in coma: Non mi hanno lasciato il tempo: io volevo parlare, volevo spiegare …. Se fosse sopravvissuto alla vile aggressione, chissà quali vette esemplari di pratica di vita ispirata alla nonviolenza avrebbe raggiunto Claudio! Quindi, come ha scritto Francesco Ruotolo, “l’eccezione della nonviolenza, della solidarietà, della tolleranza, deve, anche con l’aiuto di Miccoli, diventare regola e realtà.