Dietro le quinte del femminicidio di Enza D’Esculapio (Pubbl. 26/02/2018)

Il romanzo di Loredana De Vita “Non scavalcare quel muro” (ediz. Nulla Die, Piazza Armerina) è una storia forte, ma soprattutto vera come veri sono tutti i personaggi, attraverso cui l’autrice ha voluto mettere l’accento sul dietro le quinte del femminicidio, affinché l’abitudine all’indifferenza non faccia dimenticare a nessuno la necessità della responsabilità. Maria, la protagonista, non più giovanissima, vagheggia una vita all’insegna dell’amore con Giovanni, l’uomo dal quale è attratta per la possanza fisica e caratteriale e che sposa nonostante il dissenso materno. Il suo sogno però s’infrangerà presto. A partire dal giorno delle nozze e poi, in un crescendo sempre più tormentato, la vita di Maria sarà costellata da violenze fisiche e psicologiche. Abile manipolatore, Giovanni la porterà alla prostrazione del corpo e dello spirito, caricandola di colpe inesistenti alternate a richieste di perdono che lei non gli negherà mai, nonostante gli innumerevoli e ripetuti errori in cui lui incapperà. Lungo il corso della narrazione entreremo nel mondo di Maria figlia, sorella, moglie, madre, amante. Pagina dopo pagina la vedremo sfiorire, fino a diventare l’ombra di se stessa. Intorno a lei ruotano altri personaggi, la sorella, i due fratelli e gli unici due amici, che conoscerà quando Giovanni la porterà via da Napoli. Un esilio forzato che contribuirà ancor di più ad accrescere la sua solitudine, attenuata solo dalle attenzioni di Anna Paola e Roberto, che le saranno a fianco nei momenti più drammatici. Una figura determinante entrerà in scena a metà della storia: Nick, un collega di Giovanni. Gli eventi continueranno a precipitare e Maria, come una palla da tennis, rimbalzerà di volta in volta da una delusione all’altra, da un’amarezza all’altra fino alla fine.

L’autrice ci conduce nella vita di questa donna e nei meandri della sua intimità con grande lucidità narrativa e rigore stilistico, in una prosa semplice che si attaglia perfettamente ai personaggi senza nulla concedere all’autocompiacimento culturale. Sfiora invece la liricità nelle pagine in corsivo abilmente collegate al tessuto narrativo, dando vita a un romanzo nel romanzo, attraverso cui si snoda un mondo di sentimenti contrastanti e profondi, laceranti e dissonanti, come quelli che costituiscono l’impalcatura del rapporto madri –figlie.

Riuscirà Maria a rompere la barriera del silenzio, della paura, dell’indifferenza e degli stereotipi perbenisti che le sono stati trasmessi?Una lettura da non perdere…. per scoprirlo.