Il Bolero di Ravel  di Elio Mottola (Pubbl. 23/07/2018)

Il bolero è una danza spagnola le cui tracce risalgono alla seconda metà del Settecento. Nell’Ottocento la sua forma musicale fu adottata da numerosi musicisti tra i quali spicca Chopin (link) che compose un brano così intitolato ma comunque abbastanza diverso, sia nella forma che nello spirito, dall’idea di bolero che si è poi consolidata nel Novecento. Questa idea nasce col celeberrimo Bolero (link) composto da Maurice Ravel nel 1928 ed eseguito in pubblico nel 1930, il cui incedere cadenzato ed inesorabile si arricchisce, ad ogni ripetizione dei due temi in cui si articola, di nuovi strumenti fino a raggiungere, in un crescendo avvincente di tutta l’orchestra, l’acme ed al tempo stesso la catarsi dell’intero brano. La fascinazione esercitata dal Bolero nel cinema fu quasi immediata. Già nel 1934 Hollywood produceva un film dal titolo “Bolero” la cui vicenda sentimentale ruotava intorno al brano di Ravel esaltandone al massimo il potere coinvolgente, ed anche sconvolgente, per lo spettatore degli anni Trenta, americano o europeo che fosse, il quale entrava nella sala cinematografica disarmato, pronto a farsi sommergere da qualunque emozione. Oggi la carica erotica della sequenza che propongo fa sorridere e a tratti fa anche ridere, ma i nostri nonni e i nostri genitori ne erano travolti, non facevano caso ai passi di danza ed alle figurazioni miserevoli eseguite da due stelle di Hollywood, ballerini improvvisati per l’occasione (link). Nello stesso 1934 il ritmo pulsante del bolero di Ravel veniva utilizzato in chiave parodistica in “South Sea Island Bolero – The most bizarre musical number never filmed”. Non è agevole seguire le tracce del Bolero di Ravel nel cinema, ma sicuramente il suo tema è tra quelli più sfruttati, fino al più recente “Les uns et les autres” di Claude Lelouch (1981) che nella versione distribuita in Italia prese proprio il nome di “Bolero”. Ma già prima del 1934 il cinema aveva proposto musiche originali il cui andamento ritmico, ostinato, vagamente esotico e coinvolgente, era riconducibile al Bolero di Ravel. I film che se ne avvalsero ebbero successo, spesso proprio per merito della musica, guadagnando talvolta l’Oscar per la miglior colonna sonora. Si comincia nel 1933 col film “Going Hollywood” dal quale prende il volo un celebre brano musicale, “Temptation”, che sopravvivrà per alcuni decenni al film (link). Seguono poi “Fuoco verde” del 1954 (link), “Exodus”, Oscar nel 1960 (link), “Lawrence d’Arabia”, Oscar 1962 (link), “Nata libera”, Oscar nel 1967 (link), “Momenti di gloria”, Oscar 1982 (link), “L’ultimo dei mohicani”, Golden Globe 1993 (link) e ce ne saranno stati anche altri. Tutti i temi da film appena citati hanno avuto vita autonoma in ragione del proprio impatto emozionale, ottenendo una certa notorietà nell’ambito della musica leggera, o di consumo, pur non essendo dotati di un testo letterario.

Molto simili al Bolero di Ravel sono invece alcune canzoni di grandissimo successo, quali, per chi la ricorda, “Et Maintenant” di Gilbert Bécaud che spopolò nel mondo durante gli anni ’60 link e, più recentemente, “Con te partirò” cantata da Andrea Bocelli (link) a riprova del potere di trascinamento emotivo del bolero. Ne erano a conoscenza anche gli spin doctors di Berlusconi nel 1994: l’inno di “Forza Italia” era un bolero.

….E ne stiamo ancora pagando le conseguenze (link).

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