Corpi senza storia  di Vincenza D’Esculapio (Pubbl. 16/06/2017)

Lo scorso mese, nella sede napoletana dell’Associazione culturale “Amici di Piazza G. Vico” a Napoli, è stato presentato il secondo romanzo di Giuseppe Petrarca, Corpi senza storia, edito da Homo Scrivens. L’autore, come già nel primo romanzo, Inchiostro rosso, affida al commissario Lombardo un’indagine particolarmente delicata. Si ventila l’ipotesi di un serial killer. Dunque siamo di fronte all’ennesima e solita lettura di un giallo, di un poliziesco? Direi proprio di no. Intrigante e intricata, la storia ci introduce in una realtà spesso trascurata o addirittura dimenticata, quella dei malati mentali e del mondo che ruota intorno a loro. Medici, alcuni premurosi, scrupolosi e dediti alla ricerca, altri inaffidabili perché mossi solo dall’ambizione, dalla logica del profitto e dall’arrivismo. Infermieri coscienziosi e altri meno. Il tutto prende le mosse proprio dall’omicidio di un infermiere, Federico Valenti, che opera all’interno di un Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Il commissario Lombardo viene coinvolto nel caso dal comandante Muraro, peraltro suo amico, della Direzione centrale anticrimine di Milano. Insieme ai suoi uomini, Lombardo si troverà di fronte a un’umanità dolente nei corpi e nello spirito fino ad allora a lui sconosciuta, in cui si calerà cogliendo tutto il dolore fisico e psichico di coloro che, in un letto di contenzione, diventano davvero corpi senza storia. Per dar vita e voce a costoro, l’autore si serve di un espediente letterario: affida a un personaggio senza volto e senza nome il ruolo di un detenuto in stato di contenzione; narrativamente la presenza di codesto individuo intervalla il corso del racconto con interventi riportati in corsivo, divenendo così quasi un romanzo nel romanzo. Una lettura davvero interessante.