Imparare ad imparare in un mondo in permanente mutamento 

di Giuseppe Capuano (Pubbl. 07/04/2016)

Il “Manuale di educazione al pensiero critico” di Francesco Piro, Ordinario di Storia della Filosofia all’Università di Salerno, in pochi mesi è giunto alla sua seconda edizione. L’autore ha scelto come forma della sua scrittura l’antica arte del dialogo tra i due interlocutori immaginari: Colto e Inclita. In un tempo in cui le informazioni sembrano scorrere veloci, solo in apparenza facilmente accessibili a tutti, Piro ha scritto un saggio denso e divertente (S.Parigi), ricco di ironia, di una leggerezza profonda che è il suo pregio letterario (A. Masullo), che pone l’attenzione sulla capacità che bisogna acquisire di saper leggere, comprendere ed argomentare un testo. Centrale, allo scopo, è lo strumento della comunicazione, indispensabile alla ricerca ed alla conoscenza, che deve svilupparsi su due vie: tra chi scrive e chi legge, tra chi legge e chi scrive. Per fare questo occorre favorire una maggiore dimestichezza con gli strumenti del pensiero critico, inteso come capacità logica e capacità di comprendere, allo scopo di aiutare ad orientarsi in un contesto globale sempre più perturbato, nel quale le contraddizioni nei messaggi sono ormai la regola. Ma il saggio contiene anche aspetti pratici. Ad esempio, come orientare i giovani che puntano a trovare lavoro, garantendo loro il buon uso di strumenti che rendano possibile muoversi in una società in continuo mutamento? La risposta di Piro è: insegnare ad apprendere, cosa che non sempre il sistema formativo in Italia è in grado di fare. La ricerca si muove proprio in questa direzione: fornire al lettore un metodo di riferimento rigoroso per riuscire a superare i test di accesso alle università o alle preselezioni nei concorsi pubblici. Va ricordato, infine, che l’autore ha fatto un lavoro di ricomposizione, di risistemazione di materiali ampiamente noti alle discipline logico filosofiche, ma riproposti in una veste rinnovata per confermarne la validità e l’utilità. “Quello di Piro”, ha sottolineato Aldo Masullo, in un recente incontro di presentazione del saggio svoltosi al PAN di Napoli, “E’ un manuale che rimette insieme i mille pezzi del sapere troppe volte rinchiusi in specialismi non comunicanti un manuale di educazione al pensiero critico”. A chi si dovesse porre il problema di individuare lo spettro dei possibili fruitori, è sempre Masullo a rispondere, osservando che: “La comunicazione non deve mirare ad ingannare, magari barando, ma essere rigorosa e quindi moralmente accettabile, e che dunque i primi fruitori dovrebbero essere proprio i politici, in particolare quelli italiani”.