Quanto è bella sicurezza …. di Elio Mottola (Pubbl. 24/06/2019)

La Lega in versione salviniana ha fatto della sicurezza il proprio vessillo vincente: sicurezza dei confini nazionali contro l’assalto degli immigrati; sicurezza delle case e degli esercizi commerciali contro l’intrusione di ladri e rapinatori, immigrati e non; sicurezza delle persone che potranno armarsi per fronteggiare ogni eventuale aggressione. L’elettore, anche quello che tollera gli immigrati, che non gestisce un esercizio commerciale, che non ha in casa ricchezze appetibili ed anche quello che non vorrebbe possedere un’arma, neppure se gliela regalassero, è contento e soddisfatto. Poco gli interessa sapere che le rapine ed i furti sono in calo da anni e che gli immigrati non riescono più a prendere il mare per tentare l’approdo sulle nostre coste. Gli hanno spiegato che non conta il pericolo reale, espresso dai dati statistici, ma quello percepito. Infatti non percepisce ancora che la stessa Lega sta “attentando” concretamente alla sicurezza sua e degli altri italiani. Si prenda, ad esempio, la nuova normativa sugli appalti: l’esperienza insegna che bandire le gare per opere pubbliche, affidando i lavori a chi offre il massimo ribasso, comporterà verosimilmente la realizzazione di “manufatti” poco sicuri perché in non pochi casi saranno impiegati, per contenere i costi, materiali scadenti e maestranze improvvisate. Lo stesso effetto avrà l’ampliamento della quota dei lavori che l’impresa vincitrice potrà affidare in subappalto ad imprese amiche che non saranno sottoposte al vaglio dell’ente appaltante, neppure relativamente al possibile collegamento con organizzazioni mafiose. L’ignaro elettore leghista percepirà solo tra qualche tempo i danni della rottura di un argine fatto in fretta, o di un cavalcavia povero di cemento e di ferro. Se l’elettore fa invece parte di quelli che vivono, spesso male, del proprio onesto lavoro, quando c’è, si accorgerà subito e da vicino di quanti colleghi precari (spesso proprio immigrati) saranno colpiti dagli incidenti sul lavoro causati da comportamenti incauti dovuti, in non pochi casi, alla mancata o affrettata formazione tecnica fornita dal datore di lavoro e, in altri casi, all’insufficienza delle misure di sicurezza. D’altronde i dati parlano chiaro già da adesso riferendoci di un costante aumento degli incidenti sul lavoro, sempre più spesso anche mortali, come la cronaca racconta quasi quotidianamente. Ma non basta, l’elettore leghista non percepisce ancora la perdita di sicurezza che dovrà fatalmente accusare quando verranno tagliate le prestazioni sanitarie per ripianare i buchi del bilancio statale causati da quota 100, dalla flat tax già accordata alle partite Iva, ma da estendere al più presto alle fasce medie dei contribuenti (senza alcun significativo beneficio per le fasce povere), dalla mancanza della lotta all’evasione che viene anzi “incoraggiata” (non la lotta, l’evasione) con le cosiddette “paci fiscali” e con l’elevazione del limite per l’uso della moneta contante, già intrapreso dal governo Renzi e funzionale ai movimenti di denaro in nero. Sempre che l’indebitamento sconsiderato voluto dalla Lega non metta in discussione anche la sicurezza degli stipendi e delle pensioni a fine mese.

Allo stato credo possano sentirsi molto sicuri soltanto i rivenditori di armi da fuoco per i quali si prospetta, oltre al boom (!) indotto dai decreti sicurezza, anche la discussa proposta del ritorno al servizio militare obbligatorio (previsto della durata di sei mesi, con interruzioni) che proprio la Lega non a caso sostiene e che potrà mettere i giovani a contatto fisico con le armi: qualcuno ne resterà affascinato e correrà dall’armiere.

La prospettata “violazione” delle cassette di sicurezza non tragga in inganno: non è di quella sicurezza che la Lega intende seriamente occuparsi (magari in qualche cassetta potrebbe giacere parte dei 49 milioni di euro misteriosamente scomparsi, figuriamoci), ma solo di quella somministrata mediaticamente agli italiani creduloni e immemori: “Sicurezza, sicurezza, primavera di bellezza!”

 
 
 
 

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