Un cammino lungo un secolo di Enza D’Esculapio  (Pubbl. 27/04/2018)

Il “Marzo Donna” di quest’anno ha segnato il centenario di questo lungo, faticoso e talvolta doloroso cammino delle donne verso l’acquisizione di diritti troppo a lungo negati. Ma è stato altresì caratterizzato dalle riflessioni su quanta strada ci sia ancora da fare in lungo e in largo per il mondo rispetto a problematiche che sussistono o che spesso riemergono.

La ricorrenza ha evidenziato quante iniziative si riescono a realizzare ad opera di volenterosi cittadini e associazioni intorno a temi così importanti per la coesione sociale. Abbiamo partecipato alla rassegna “In cammino lungo un secolo”, promossa dal Centro Agape del Rione Alto (Napoli). Il titolo è preso a prestito dalla omonima opera della filosofa ungherese Agnes Heller, la cui recensione ha offerto notevoli spunti di riflessione sulla tematica proposta. La rassegna è stata articolata in due tavole rotonde, animate da avvocati, counselor relazionali, esperti sulle problematiche di grande attualità poste all’attenzione di un pubblico molto interessato.

Il tema del primo incontro è stato “Dietro le quinte del femminicidio”: partendo dal romanzo–verità “Non scavalcare quel muro” della scrittrice Loredana De Vita si è posto l’accento sia sui tanti segnali che precedono il dramma vero e proprio, sia sul muro di silenzio che impedisce al mondo esterno di poter intervenire per tempo.

Nel secondo incontro, dal tema “Oltre il tetto di cristallo”, è stato discusso il ruolo della donna nel mondo del lavoro, con le sue implicazioni positive e negative.

Il folto pubblico presente agli eventi ha dato vita a costruttivi quanto vivaci dibattiti.

La Rassegna si è conclusa con uno spazio dedicato all’arte: un recital di poesie, brani musicali e teatrali d’autore, con la partecipazione del Trio Esperidi, due chitarre e una voce, il cui repertorio ha spaziato nel panorama musicale nazionale e internazionale. I testi recitati sono stati proposti da due attrici e un attore della Compagnia teatrale “Hic et Nunc”.

Durante il Marzo Donna 2018, inoltre, presso il Centro Agape è stato aperto uno sportello di counseling relazionale–esistenziale del tutto gratuito per le donne in difficoltà. Altra interessante iniziativa, nell’ambito della stessa rassegna, è stata la promozione del progetto Donne in panchina, nato da una rete tutta al femminile. Restaurare le panchine già esistenti nel quartiere secondo modalità nuove pensate da donne per le donne e … non solo! Il lavoro di progettazione è stato affidato alle allieve dell’Accademia di Belle Arti, guidate dalla professoressa M. Cristina Antonini. I bozzetti che ne sono scaturiti hanno proposto panchine più accoglienti con sedili dotati di poggiatesta e poggiapiedi, per momenti di relax, tavolini incorporati nella struttura, lampade annesse, per poter leggere anche quando cala la sera. E tante altre piccole comodità affinché ogni donna possa sentirsi un po’ come nel salotto di casa, mentre sta tra la gente e con la gente.

Marzo è finito, ma le attività delle donne al Centro Agape, come in altre attive realtà associative, non si fermano. Si va avanti nella consapevolezza di continuare questo cammino,agendo “con dignità, come esseri umani uguali per natura, rimanendo indipendenti nei giudizi e nelle decisioni, ma senza combattere gli uomini, nostri simili” (A. Heller). E per dirla con la voce di un’altra filosofa, Luce Irigaray: “l’universale è due: è donna, è uomo. E si trova nell’incontro fra questi due universali. In quest’incrocio, o in questa culla, naturale e culturale, l’umanità può nascere e rinascere”.