Pace e disarmo, una responsabilità personale di Giuseppe Capuano  (Pubbl. 18/02/2018)

“Il /la sottoscritto/a Candidato/a nella regione Campania alle Elezioni politiche del 4 marzo 2018 dichiara che, qualora sia eletto/a,si impegnerà affinché: Il Governo italiano firmi il Trattato ONU sul divieto delle armi nucleari, approvato il 7 luglio 2017, che ne bandisce in via definitiva l’uso; siano rimossi dal territorio nazionalegli oltre 70 ordigni nucleari, che risultano presenti nelle basi di Ghedi ed Aviano; sia ratificata dal Governo italiano la deliberazione della Giunta Comunale di Napoli n° 609 del 25 settembre 2015 “Dichiarazione Area Denuclearizzata del Porto di Napoli”, con la quale si vieta “l’accesso, il transito o la sosta di natanti a propulsione nucleare o dotati a bordo di armamenti nucleari”.

Hanno firmato questa semplice lettera d’impegno i candidati Francesco Emilio Borrelli, Mario Coppeto, Giampiero Laurenzano, Carmine Maturo,Antonio Nocchetti, Antonio Ponzo.

È un primo importante risultato ottenuto dal Comitato Pace, Disarmo e Smilitarizzazione del Territorio – Campania con l’incontro pubblico che si è tenuto giovedì 15 febbraio nella Sala Valeriano di Piazza del Gesù a Napoli. Il Comitato, che riunisce diversi gruppi e associazioni della Campania sotto l’egida dell’inesauribile carica propulsiva di Alex Zanotelli, ha sfidato la rassegnata opacità nella quale questa campagna elettorale si sta svolgendo, chiamando a raccolta non i leader dei partiti e delle coalizioni oggi in competizionema ogni singolo candidato a confrontarsi nel merito di una proposta politica semplice e chiara. “Grandi movimenti di massa contro la guerra che, in alcuni casi, hanno raggiunto risultati inaspettati, sono nati dall’iniziativa e dall’impegno di poche, a volte singole persone, politici, giornalisti, intellettuali”. Sono state le parole di Alex Zanotelli. L’incontro è stata l’occasione per ricordare a tutti che il 4 marzo andremo a votare per rinnovare il Parlamento e non per eleggere un nuovo governo. Un Parlamento che potrà far vivere una nuova stagione democratica a questa nostra Italia se solo i nuovi eletti assolveranno con onore al proprio ruolo e sapranno ascoltare i cittadini, prendendo posizione, liberandosi dai condizionamenti delle potenti lobby delle armi che non si accontentano solo di fare profitto, ma anche di disseminare nel mondo terrore e disperazione. “La nostra battaglia è difficile perché tutti sappiamo che la guerra serve a garantire che il 10% della popolazione mondiale consumi il 90% delle ricchezze del mondo”. Ha incalzato Alex Zanotelli, stimolando una pacata discussione tra i candidati presenti e trovando tutti d’accordo nel denunciare l’assurdo peso che nel bilancio del nostro Stato hanno le spese militari: decine di milioni di euro al giorno, mentre si operano tagli su sanità, scuola, università, giustizia.

Ermete Ferraro nella sua introduzione, ricostruendo la storia del movimento pacifista in Italia e nel mondo, non ha sottaciuto come anche sulla pace ci si è spesso divisi con i troppi distinguo tra guerre giuste e guerre ingiuste. “Il primo vero mercato globalizzato”, ha rimarcato, “ è stato quello della morte e della guerra”… Siamo di fronte ad una nuova follia, quella di pensare che con la riduzione del potenziale distruttivo delle bombe atomiche, questa terribile arma possa essere utilizzata con la distribuzione di arsenali atomici diffusa in diversi territori, tra cui quello italiano. Quella della pace è una battaglia che riguarda ognuno di noi, che riguarda la nostra stessa sopravvivenza”.

E’ stata una kermesse priva di ogni ipocrita autocelebrazione. A tutti i firmatari è statochiesto di lasciare al Comitato ogni possibile riferimento: “sarete tutti ricontattati, perché quello di stasera è l’inizio di un nuovo percorso che abbiamo deciso di intraprendere per rilanciare il movimento per la pace e il disarmo”. La scelta operata ha un particolare significato perché non richiama a un obbligo di mandato, a un generico appello ai partiti,ma punta alla presa di coscienza, alla consapevolezza che ogni parlamentare eletto deve avere su una questione come quella della pace che è un valore universale.