Quando il corpo diventa metafora di G. P. 

(Pubbl. 25/05/2016)

La prima e più antica forma di controllo sociale (e politico) è stata esercitata dal potere proprio sul corpo. Le cosiddette istituzioni totali: carceri, manicomi etc., sono un esempio. Pannella lo aveva capito e, con i tanti scioperi della fame, lo ha denunciato. Alcuni diritti civili che abbiamo acquisito, soprattutto grazie a Lui, li dobbiamo anche all'estremo sacrificio (talvolta ostentato) della propria persona e dei tanti che l'hanno seguito. Ghandi fece la stessa cosa, come anche Teresa di Calcutta. Il 22 aprile scorso il leader radicale, rivolgendosi a Papa Francesco, ha affermato: “ Ti scrivo dalla mia stanza all’ultimo piano per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere”. A proposito dei suoi digiuni, in una intervista a Repubblica del 2012 ebbe e dire: “C 'è una strana complicità tra me e il mondo che mi vuole nutrire a forza. Io dò loro la forza che non hanno”.   E quando qualcuno, con un po' di ipocrisia, lo invitava “ amorevolmente” a desistere rispondeva: “ la verità è che non sopportano la mia fame e la mia sete e dunque quando tutti capiscono che io davvero rischio doverosamente e felicemente la vita, solo allora finalmente esplodono i grandi dibattiti che sempre uniscono e mai dividono il Paese, come per il divorzio, come per l'aborto, come per la fame nel mondo...”. Più che “mezzo”, il “corpo-medium” di Pannella è stato dunque “ il messaggio”, incarnando perfettamente la famosa locuzione del sociologo canadese McLuhan. Il corpo, come narrazione storica, testimonianza intensa che porta impresse tracce indelebili, talvolta crudeli, sempre in bilico tra sofferenza e speranza di riscatto. Linguaggio espressivo anche simbolico, evocativo, in grado di conferire valore e senso al mondo. Il corpo come luogo privilegiato di metafore; “spazio sociale” sul quale, più che altrove, si sperimenta l'esercizio del potere: la seduzione, il possesso, il controllo, lo scambio. Nulla di tutto questo per Giacinto Pannella detto Marco: lui il proprio corpo lo ha “gioiosamente” donato alla storia civile del nostro Paese.

COMMENTO di Daniela

Il ritratto di un uomo dalle forti connotazioni ideali. Molto originale. Un punto di vista singolare.