Quando la menzogna diventa verità di Elio Mottola  (Pubbl. 02/03/2018)

Negli ultimi tempi ha fatto irruzione nel mondo mediatico italiano una nuova forma di conoscenza dei fenomeni sociali, politici ed economici: accanto alla connotazione effettiva di un fatto o di una situazione, espressa, quando possibile, con dati oggettivi, cifre, statistiche eccetera, si è affiancata ormai stabilmente la loro “percezione”. Ora, è vero che la soggettività di ciascun individuo giustifica uno scostamento tra realtà documentabile e realtà percepita di qualunque fenomeno, ma Il fatto grave è che lo scarto coinvolge oramai grandi masse di individui. Mentre si puòin parte comprendere che la percezione dell’immigrazione, nelle frange emarginate della società o nelle periferie degradate, sia condizionata dalla paura che lo straniero possa diventare un concorrente sia nel lavoro, anche illegale, che nell’occupazione, anche abusiva, di appartamenti, non si capisce perché debba esserlo anche in ambienti agiati e magari appena sfiorati dal fenomeno immigratorio, i quali, anzi, ne beneficiano come mano d’opera o assistenza agli anziani. Così come sorprende che persone mai colpite nel corso della loro esistenza da scippi, rapine o furtitendano a giustificare i derubati che eccedono, talvolta tragicamente, nella difesa della propria “roba”. La spiegazione di questo fenomeno, lasciando sullo sfondo le manovre perverse di amplificazione strumentale della paura, va ricercata nei meccanismi di diffusione dellenotizie. La divulgazione tendefisiologicamente a dilatare la portata delle notizie, magari qualche volta anche di quelle buone. Ma mentre una propensione al sensazionalismo è connaturata ad un certo modo di fare informazione, non è invece sopportabile che i giornali e le testate televisive di orientamento riconducibile alle posizioni politiche dei rispettivi proprietari o gruppi di controllo, esaltino, magari rilanciandole di continuo, le notizie più favorevoli alla loro fazione. Goebbels diceva che una bugia ripetuta cento, mille volte diventa verità! La sede propria per un confronto che consentisse di ristabilire qualcosa di vicino alla verità dovrebbe essere il dibattito televisivo. È qui invece che prendono forma le più grossolane ed intollerabili mistificazioni, perché la stessa formula del dibattito televisivo esclude la possibilità di un vero approfondimento in quanto concepita in funzione dell’interesse prioritario dell’emittente, qualunque essa sia, che è quello di massimizzare le entrate pubblicitarie. E quindi si distribuiscono gli inviti in maniera tale da garantire la rissa tra i partecipanti e poi, cosa non secondaria, si predispone un pubblico in sala pronto ad applaudire a comando o anche sull’onda emotiva suscitata dalla veemenza degli interventi. Il conduttore (raramente moderatore) a sua volta non insisterà nel pretendere puntualizzazioni tali da consentire al telespettatore di capire di cosa si stia parlando. In questa funzione di occultamento della verità il conduttore (!?) è potentemente sostenuto dal pretesto della “par condicio”, che gli consente di interrompere un discorso, nel momento in cui si va facendo interessante, per dare la parola allo scalmanato di turno, la cui opinione, per lo più gridata e coronata da un sonoro applauso, verrà recepita come più attendibile dall’indifeso telespettatore. Il tutto in nome dell’audience. Molto ci sarebbe da dire sul ruolo determinante che la pochezza del giornalismo televisivo, con qualche debita eccezione, ha avuto nel declino irreversibile della società italiana, anche di quello ufficialmente schierato a sinistra. Al momento, grazie all’instaurazione di un clima di paura, poco o nulla contrastato dai media, si andrà alle prossime elezioni con la percezione di un Paese invaso dagli immigrati, schiacciato dall’Europa, magari bisognoso del ripristino della pena di morte e dell’armamentopersonale, mentre mafia, camorra, corruzione, evasione fiscale, abusivismo edilizio diventano, nell’immaginario collettivo, fattori endemici che non fanno paura perché ineluttabili. Cosa che rende possibile anche aipluricondannati per gravi reati, magari titolari di quattro rinviia giudizio, tra i quali la corruzione di testimoni e l’acquisizione illecita di voti in Senato, diessere percepiti comepadri nobili della destra e, forse, salvatori della patria.

Commento di Saverio Castellone

Sono d'accordo con quest'articolo. Più che d'accordo: lo sottoscrivo. Tuttavia, a parte l'analisi limpidissima dell'autore, come si fa a fronteggiare questo fenomeno delle bugie sui mass-media, ma, soprattutto, come si fa a fronteggiare il fenomeno della percezione che ha sostituito i dati certi e/o statistici? Di fronte ai padroni dei mezzi televisivi e telematici siamo disarmati. Quando vedo raramente la trasmissione QUINTA COLONNA su rete4 mi sconvolge come la folla (massa acefala) viene strumentalizzata pensando di essere protagonista e come il conduttore è attento che eventuali voci fuori dal coro vengano azzittite con un'arroganza e disprezzo senza pari: mi ricordo, non so in quale trasmissione di "Quinta colonna", un ragazzo che stava perorando la causa di immigrati sistemati in alcuni locali di un paese del nord Italia gli fu immediatamente tolta la parola. Ecco di fronte a questi "servi" dei loro padroni cosa si può fare? Mi sento impotente..... Vai Silvio: hai sdoganato il mignottismo ma sei contro le unioni gay perché cattolico (?); hai preso anche l'Eucarestia pubblicamente, in diretta televisiva ma nessun prete ha avuto il coraggio di criticarti......