Il  settimo si riposò di Gaetano Placido (Pubbl. 18/02/2017)

“I Comici di Talia”, compagnia teatrale amatoriale, Il 16 marzo debutterà a Napoli al Teatro La Perla con il Settimo si riposò di  Samy Fayad, autore francese di origini parigine vissuto a lungo a Napoli dove ha trovato  terreno fertile  per l’ambientazione di tutte le sue opere. Abbiamo chiesto a Gianni La Camera, regista e protagonista di questo nuovo allestimento,  il perché della scelta.

“Intanto perchè Fayad è  un autore poco conosciuto, nonostante sia stato rappresentato da alcuni grandi interpreti della tradizione artistica napoletana, da Peppino De Filippo a Nino Taranto, da Antonio Casagrande a Peppe Barra. Poi perché mi affascinava l’idea dello sviluppo di una vicenda brillante che, nel suo evolversi, inserisce accadimenti, gags e situazioni imprevedibili che sorprendono di continuo lo spettatore. Il testo di Fayad  ben si inserisce nel contesto identitario dei napoletani, capaci di ironizzare, buttandola in comicità, anche su  sentimenti brutali quali l’odio e la gelosia.

Ad esempio?

Prendiamo la figura del protagonista, Antonio Orefice, vedovo di una sposa giovanissima che è tormentato dall’odio nei confronti di un suo vicino di casa, Vincenzo Camporeale, il quale, diversamente da lui, conduce un’esistenza  brillante e dispendiosa. Un noioso tran tran che giunge ad un epilogo surreale allorquando, una brutta domenica, Antonio, oltre ad essere turbato come al solito dalla presenza della esuberante  suocera, della sorella e del suo fidanzato, subisce un evento  spaventoso ed  imprevisto: l’arrivo in casa di un pericoloso criminale. E qui siamo alla capacità dei napoletani di ridere ed ironizzare anche sugli aspetti più drammatici  del vivere quotidiano.

Come mai  la scelta della tua Compagnia di sperimentare negli allestimenti  anche nuovi “talenti”?

 “I Comici di talia” sono aperti a chiunque voglia mettersi in gioco, per saggiare l’arte della recitazione.  In fondo Napoli, da questo punto di vista, è un pozzo senza fondo. Basta girare  ancora oggi per le vie della città per partecipare più o meno inconsapevolmente al teatro della vita. Napoli è uno straordinario  ed immenso palcoscenico.

Ciò non di meno questa può apparire come una scelta insidiosa e non priva di incognite rispetto agli esiti finali.

E’ vero.  Non nascondo che  ogni volta ricominciare daccapo, partendo dall’insegnamento degli elementi basilari della recitazione (come stare sul palco, come muoversi, come riempire la scena, ecc.) è difficile e stressante. Tuttavia è una sfida affascinante perché ogni nuovo esordiente porta in sé una carica innovativa e, direi, suggestiva  che aiuta anche la creatività del regista. In ogni caso nel percorso didattico  mi avvalgo anche di supporti  tecnocologici, filmando le prove per poi rivederle e commentarle insieme agli attori. Alla fine anche le inevitabili dinamiche che nei lunghi mesi delle prove si sviluppano finiscono poi per rendere il gruppo coeso e proiettato verso l’ambito giorno dell’esordio in scena.  

Il 16 marzo non è lontano. Sei preoccupato?

Sarebbe da incoscienti negarlo. Tuttavia ho preparato gli esordienti anche a gestire eventuali imprevisti, sempre possibili sulle tavole del palcoscenico. In ogni caso confido nel pubblico che come sempre sa riconoscere l’impegno profuso in mesi e mesi di duro lavoro. La superficialità, quella sì, è qualcosa che lo spettatore mal sopporta e che fa più male al tratro amatoriale.

Grazie e …in bocca al lupo!