Perché “zonagrigia”? di Gaetano Placido e Gianni La Camera (Pubbl. 31/03/2016)

L’Italia è fra i Paesi con il più alto numero di testate giornalistiche (sia cartacee che online), eppure a questo dato non corrisponde una altrettanto elevata qualità dell’informazione.  Secondo una recente classifica di “report senza frontiere”,  la nostra libertà di stampa vive una fase di  “regressione brutale”  (73° posto nel mondo). Un  dato sconcertante sul quale non si  è finora indagato  abbastanza. Per questo, quando abbiamo deciso di scendere in campo,  provando ad inserirci nello smisurato universo   mediatico,  ci siamo a lungo chiesti, con spirito di umiltà, di cosa avesse bisogno un   lettore  per formarsi un’idea il più possibile chiara e trasparente dell’attuale complessa quotidianità. La risposta che ci siamo dati è stata quella di provare a farlo entrare consapevolmente nella “zonagrigia”    dell’informazione per permettergli  di  disvelarne   opacità,  impenetrabilità, manipolazioni. Una “zonagrigia” dove i poteri forti, tra i quali va compreso il  cosiddetto “quarto potere”,  cercano di allevare  coscienze sempre meno critiche e sempre più inclini ad una cieca acquiescenza che non tollera alcun “diritto di replica”. E’  questa strategia “subliminale” che, nel nostro piccolo,  vorremmo provare a scardinare, palesando  retroscena, offrendo differenziati punti di vista, argomentando le notizie. Un  impegno eccessivamente ambizioso? Forse. Di certo lo  affrontiamo convinti che si nutrirà  costantemente dell’approvazione, o del dissenso,  dei nostri lettori e di quanti, nel tempo, vorranno  condividerne la  sfida.